Tante
volte, passando davanti ai negozi di acquariologia,
vedendo i pesci nuotare placidamente tra le mura di
vetro di grandi vasche, super attrezzate, si resta affascinati
da questi piccoli esseri e dalla bellezza degli ecosistemi
che sono stati riprodotti per accoglierli: piante, rocce,
ed addirittura interi nodosi rami arricchiscono e colorano
le vasche. A questo punto la voglia di cimentarsi diventa
veramente tanta ma poi, improvvisamente, si pensa all'acquario
come una impresa impossibile da realizzare per un neofita
alle prime armi. Niente di più sbagliato: l'importante
è procedere per gradi, e partire con "il
piede giusto" e tutto diventa possibile.
Primi
passi. Dopo aver acquistato la vasca
(solitamente è consigliabile una vasca
tra i 60-80 cm ma non esiste una regola precisa
in tal senso), e tutti gli accessori, si può
procedere alla scelta del luogo in cui posizionare
l'acquario. In questo caso non ci sono particolari
indicazioni se non quella di evitare di esporre
la vasca alla luce solare diretta. La luce solare
facilita infatti la formazione delle alghe nel
nostro acquario. Un piccolo consiglio: conviene
sempre posizionarlo in modo che sia possibile
effettuare la manutenzione senza dover fare grosse
acrobazie ed in stanze in
cui non si deve dormire. n
acquario in casa richiede regole ben precise,
che permetteranno ai nostri pesci di vivere in
buona salute per molto tempo.
I
prezzi negli ultimi anni sono diminuiti
notevolmente e allo stesso tempo sono migliorate
le tecnologie per la manutenzione e il funzionamento
dell'acquario. Con circa 200 euro potremo allestire
un bellissimo acquario tropicale d’acqua
dolce ricco di piante e pesci colorati. Stiamo
attenti però, iniziare con il piede sbagliato
significa spesso spendere centinaia di euro
in medicinali, pesci nuovi da sostituire con
quelli morti e acquisti di accessori inutili
o pesci molto costosi e delicati. Basterà
seguire alcuni consigli ededicare almeno 30
minuti a settimana per la normale manutenzione.
ll
filtro. Una volta scelta la collocazione
dell'acquario, si inizia ad allestire il filtro
biologico interno, composto da una scatola, quasi
sempre, di colore nero, che va posizionata all'interno
della vasca alla quale si aggancia tramite ancorette
e/o ventose. Nel filtro avviene l'ossidazione
di tutte le sostanze organiche prodotte (cibo
e foglie) o di rifiuto (escrementi). All'interno
del filtro vanno inseriti i cilindri di ceramica
o "cannolicchi" in gergo.
I cilindri di ceramica,
una volta inseriti, non andranno mai rimossi
dal filtro: essi infatti forniscono substrato
utile per l'ancoraggio dei cosiddetti batteri
eterotrofi: non preoccupatevi, questi ultimi
non sono dei mostri (tanto non li vedrete mai
ad occhio nudo), ma hanno il compito di trasformare
le sostanze di rifiuto in prodotti meno tossici
(nitrati). Questo processo e' chiamato ciclo
dell'azoto, di cui parleremo più approfonditamente
in un altro articolo. A coprire i cilindri va
messa la lana perlon che ha il compito di trattenere
le sostanze di rifiuto più grossolane
(va sostituita una volta ogni 15 giorni).
Alla
fine vanno inseriti la pompa e il riscaldatore
che servono, rispettivamente, a far passare l'acqua
attraverso i materiali sopra citati e per il riscaldamento
della vasca. Il fondo. Una volta
sistemato il filtro si può passare all'allestimento
del fondo, anch'esso molto importante, poiché,
oltre all'aspetto estetico, serve come substrato
utile per il mantenimento delle piante acquatiche,
le quali giocano un ruolo fondamentale nel nostro
ecosistema casalingo. Le piante, oltre ad offrire
ossigeno al sistema, grazie alla fotosintesi clorofilliana,
assorbono dall'acqua, tramite la respirazione
cellulare, determinate sostanze tossiche (Ammonio,
Fosfati, Nitrati) favorendo un equilibrio più
stabile e che si avvicini a quello naturale. Per
far sì che una pianta attecchisca bisogna
preparare il fondo con determinati prodotti. Come
primo strato si distribuisce del Gravelit che
non è altro che una pietra porosa con il
compito di garantire un ottimo drenaggio del fondo
ed in più l'ancoraggio delle radici. Sopra
ad esso viene distribuito dell'Humus (una sostanza
organica ricca di nutrienti) e infine la laterite
(pietra minerale ricca di ferro). A questo punto,
si distribuisce la sabbia scelta come fondo, che
può essere policromo (fino, medio o grosso),
quarzo (bianco o colorato) o terra allofana. Alla
fine, si procede a sistemare il biotopo con eventuali
tronchi, rocce, etc ed altri possibili elementi
di arredo in base al gusto e all'esigenze.
Capire
il funzionamento di un acquario di acqua dolce
è estremamente semplice. Al suo interno
troviamo una scatola nera (filtro) posizionata
su uno dei 4 lati, una pompa che fa circolare
l’acqua attraverso dei materiali filtranti
e un riscaldatore per mantenere la temperatura
costante. I materiali filtranti contenuti
nel filtro, hanno la funzione di purificare
l’acqua, di renderla cioè il
più possibile priva di sostanze che
possono risultare tossiche per i pesci, come
Nitrati, Nitriti e Ammoniaca.
L'acqua.
L'acquario è pronto per essere riempito.
Bisogna sistemare un piatto a fondo vasca
e far ricadere l'acqua in modo da evitare
lo smottamento della ghiaia.
E' buona regola inserire
fin da subito le piante, in modo da apportare
un immediato carico organico, permettendo
così una più rapida maturazione
dell'acquario e più stabilità
allo start up della vasca. Ricordarsi che
le piante vanno scelte in base alla luce e
alla tipologia degli animali da allevare.
Dopo 24 ore che l'acquario è partito,
dobbiamo aggiungere l'attivatore batterico,
indispensabile per un rapido attecchimento
dei batteri nel filtro biologico, e che permette
una maturazione più veloce. I batteri
andranno inseriti ogni giorno, per i primi
7 giorni, quindi si effettueranno i test (Ph,
GH, KH, NO2, NO3 e Ammoniaca), ed un primo
cambio, parziale, dell'acqua. Si ricordi che
i valori ideali possono oscillare in base
ai pesci che si intendono allevare.
Luce.
E' consigliabile partire con 4 ore giornaliere
di illuminazione aumentando poi di un ora a settimana
fino a raggiungere 8 ore giornaliere; questo metodo
è consigliato affinché le piante
attecchiscano bene ed ad evitare lo sviluppo delle
alghe. Dopo 10/15 giorni, valori positivi permettendo,
si potranno inserire i primi competitori algali
che si dividono in pesci e crostacei. Con cadenza
settimanale si potranno iniziare a potare le piante
e fare i cambi parziali d'acqua. Trascorso il
primo mese potranno essere inseriti i primi pinnuti.
Beh, per ora è tutto, buon acquario a tutti!
Una volta completato
l’allestimento dell’acquario, suggeriamo
soprattutto per acquari di piccole dimensioni,
di cambiare una volta a settimana il 10% dell’acqua.
E’ importante inserire pochi pesci con
caratteristiche ben precise che possano cioè
convivere tra di loro.
I pesci vanno alimentati due volte al giorno
in modo tale che consumino il cibo entro 2-3
minuti al massimo e che sopratutto che tutti
riescano a cibarsi in modo corretto, dato che
alcune specie sono più fameliche e voraci
di altre. Gli eventuali pesci morti e foglie
marcescenti vanno rimossi immediatamente.
Per l’illuminazione è bene prevedere
almeno mezzo watt per litro d’acqua. Con
un acquario da 100 litri ci vorranno almeno
50 watt di luce.
IMPORTANTE:
I
pesci vanno comprati e inseriti non prima
di 20 giorni dall’allestimento.
ATTENZIONE: Per ogni due cm
di pesce (lunghezza), serve un litro d’acqua.